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il linguaggio dei cani

Ultimo Aggiornamento: 16/02/2009 11.41
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http://tecalibri.altervista.org/C/COREN-S_cani.htm
[IMG]http://tecalibri.altervista.org/C/I/COREN-S_cani0.gif[/IMG] L'uomo ha grande discorso,
del quale la più parte è vano e falso;
li animali l'hanno piccolo, ma è utile e vero;
e meglio è la piccola certezza che la gran bugia.

(Leonardo da Vinci, Considerazioni, moti, massime, 1500 circa)

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Narra una leggenda che Re Salomone possedesse un anello d'argento in cui erano racchiusi il suo sigillo e il vero nome di Dio. E grazie all'anello aveva anche il magico potere di parlare con gli animali. Alla sua morte, l'anello fu nascosto in "una grande casa dalle molte porte". Da giovane, anch'io avrei voluto possedere un anello che mi permettesse di parlare ai miei cani.

Mentre da piccolo pensavo che si trattasse solo di una storiella popolare, da grande ho cominciato a credere che il saggio Re Salomone fosse comunque in grado di parlare con gli animali, anche senza il magico anello di cui narra la leggenda. E in realtà anche voi e io possiamo imparare a farlo. La "magia" dell'anello di Salomone sta nel capire come comunicano gli animali, ed è nascosta nella scienza, che è la casa dalle molte porte. Le capacità necessarie sono simili a quelle che servono per esprimersi in qualsiasi lingua. Per parlare con un cane, come prima cosa dovete imparare il suo vocabolario, in modo particolare, quali sono le "parole" nella lingua canina. Poi la "grammatica", ovvero come mettere insieme le parole e come combinarle, in maniera da formare delle "frasi" per mandare e ricevere messaggi che abbiano un senso.

In questo libro vi racconterò come comunicano i cani: come "parlano" fra loro, come fanno a comprendere i messaggi inviati dagli esseri umani, e come gli uomini possono tradurne i pensieri e le intenzioni. Se sappiamo come i cani comunicano possiamo capire ciò che provano, ciò che pensano, che obiettivi hanno. Saremo in grado di dir loro quello che vogliamo che facciano, e ne controlleremo il comportamento. Non significa che potremo fare discorsi profondi, scientifici, filosofici, o discutere sull'ultimo film in programmazione al cinema con questi animali. Devo dire però che spesso trovo le mie conversazioni con i cani più ricche e complesse di quelle con i miei nipotini di due o tre anni. Conoscerne il linguaggio permette inoltre di evitare malintesi fra esseri umani e specie canina.

Durante le nostre "lezioni di lingua" ci troveremo davanti a diversi cani eccezionali, e apprenderemo quanto possono essere intelligenti certi cani comuni. Vedremo inoltre l'influenza che gli uomini hanno avuto sulle capacità di linguaggio dei cani nel corso del lungo periodo di addomesticamento del nostro primo compagno non umano.

Alcuni miei colleghi scienziati potrebbero contestare l'uso che faccio della parola "linguaggio" quando parlo di comunicazione canina. Per molto tempo si è creduto che il linguaggio fosse una caratteristica propria degli esseri umani. Invece ci accorgeremo che i modelli di comunicazione degli uomini e dei cani hanno molte analogie. Come psicologo, sono molto soddisfatto di poter trarre conclusioni sull'intelligenza umana basandomi su dati ottenuti dai topi e dalle scimmie, e lo stesso dicasi per molti ricercatori. E quanto dico sarebbe del tutto folle se si credesse che la facoltà di apprendimento dell'uomo sia di natura radicalmente differente da quella di altri animali. Perciò mi sorprende che molti studiosi del comportamento affermino di non credere nelle capacità comunicative tra le specie, ritenendo invece che esista una profonda differenza tra il linguaggio umano e l'espressività animale. Il "vero" linguaggio è solo quello umano? È una domanda interessante, con alle spalle una lunga e affascinante storia, cui risponderemo durante i nostri tentativi di imparare a capire e parlare la lingua dei cani.


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Abbai

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Mentre analizzava i suoni degli animali per arrivare a formulare la Legge dell'Intonazione, Eugene Morton ha appreso che molte specie abbaiano, così come possono piagnucolare e ringhiare. Uno scoiattolo, una scimmia e un rinoceronte possono abbaiare. Perfino i pigolii di alcuni uccelli seguono i modelli base dell'abbaio. Se registrate il suono emesso da questi uccelli e ascoltate la registrazione a una velocità inferiore, vi accorgerete che i suoni sono molto simili all'abbaio di un cane.




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il cane parla
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Per gli esseri umani, i suoni del linguaggio sono abbastanza arbitrari. Non esiste un gruppo di parole che abbia un significato comune per tutti i membri della nostra specie. Suoni differenti in lingue differenti, possono voler dire la stessa cosa. Quelli emessi pronunciando le parole perro, chien, hund, dog e cane hanno uguale senso, anche se di fatto non hanno alcun legame sonoro. Abbiamo provato a eliminare i problemi sorti dalle molte e diverse lingue che parliamo creando una "lingua universale". Il tentativo più famoso è stato l'Esperanto, ma sfortunatamente i risultati non sono stati positivi. Invece i suoni che utilizzano gli animali per comunicare tra loro sono più uniformi. Ogni specie possiede i propri, ma sembra che (fatta eccezione per certi "dialetti" regionali degli uccelli) all'interno di ciascuna esista una sorta di linguaggio comune e universale.

Il codice del linguaggio universale degli animali, che potremmo chiamare esperanto evolutivo, comprende un numero di suoni usati per la comunicazione. Questi non sono stati plasmati da studiosi o da glottologi, ma piuttosto dalla pressione evolutiva che opera sui suoni caratteristici che gli animali emettono. L'esperanto evolutivo permette non solo la comprensione, da parte dei cani, dei segnali vocali di ogni altro cane, ma anche che altre specie animali (compreso l'uomo) riescano a capire il significato di molti di questi segnali. Nell'esperanto degli animali, le regole principali si basano su tre caratteristiche: la tonalità del suono, la sua durata e la frequenza o la velocità della ripetizione.

Prendiamo in considerazione la variazione di tonalità. Il ringhio, l'abbaio e altri versi, se emessi a bassa intonazione solitamente indicano minaccia, rabbia, e dunque la possibilità di un'aggressione. Fondamentalmente vogliono dire: "Stammi lontano". Al contrario, i suoni di elevata tonalità indicano l'opposto. Quello che comunicano è: "Ti puoi fidare a venirmi più vicino" oppure "Posso avvicinarmi?".

Il naturalista Eugene Morton, in uno studio fatto insieme con J. Pope al National Zoological Park di Washington, ha analizzato i suoni di cinquantasei specie di uccelli e di mammiferi, e ha scoperto che la legge dell'Intonazione era valida per ognuno di loro.
Così come ringhiano i cani, ringhiano anche gli elefanti, i topi, gli opossum, i pellicani e le cince. In tutti i casi sembra che il ringhio voglia dire: "Non mi piace", "Mantieni le distanze", o anche "Attento".
Nello stesso modo in cui i cani uggiolano o piagnucolano, lo fanno anche i rinoceronti, i porcellini d'India, l'anatra selvatica e persino i vombati (piccoli marsupiali simili a orsacchiotti), e questi piagnucolii hanno tutti lo stesso significato: "Non sono una minaccia", "Sono ferito" oppure "Ho bisogno".
Gli psicologi hanno riscontrato le stesse caratteristiche nel modo di parlare degli esseri umani. Quando è presente la rabbia, o la minaccia, l'intonazione della voce umana tende ad abbassarsi. Al contrario, quando invita qualcuno ad avvicinarsi e a essere più amichevole, la voce umana tende ad alzarsi di tonalità.

[...]

La terza caratteristica dell'esperanto evolutivo canino è il ritmo ripetitivo.
Suoni che si ripetono spesso, a un ritmo veloce, indicano un grado di eccitamento o di bisogno pressante.
Suoni distanziati, non ripetitivi, di solito denotano un basso livello di eccitamento o una disposizione d'animo transitoria. Un cane che, davanti alla finestra, fa uno o due abbai occasionali, mostra poco interesse per ciò che vede.
Uno che, mentre guarda fuori dalla finestra, abbaia a scoppi e li ripete più volte in un minuto, mostra un livello di eccitamento molto più elevato. Sta segnalando che secondo lui la situazione è rilevante e forse annuncia perfino un potenziale pericolo.


Possiamo capire come queste caratteristiche interagiscono se consideriamo che cosa i cani vogliono dire quando usano le varie vocalizzazioni, come l'abbaio, il ringhio, l'ululato, il piagnucolio e così via.


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Molto interessante!!!!!!!!!! [SM=g1402241]


GRAZIE MARLUNA!!!!!!!!!!!!
[SM=x1450692]







Possiamo vederla così. Michael ha vissuto un po' come una stella.
Sappiamo tutti quanto è breve il processo di vita di una stella, giusto?
Fin tanto che c'è, riesce a illuminare il cielo con la sua forza e la sua bellezza. Poi, inevitabilmente, si spegne.
Michael era una stella che ha brillato per noi qui sulla terra.
Ma lui non si è semplicemente spento come ogni altra stella.
Lui è diventato la seconda stella a destra che porta dritti all'Isola Che Non C'è!
Lui è diventato una stella cadente, che ha lasciato dietro a sé una scia di desideri. E li ha avverati con la sua musica!
Lui ha avverato i nostri desideri con la sua sola presenza in questo mondo!
Davvero una grande stella! Per sempre!

[By REA]

**MICHAEL JACKSON FAN SITE**





°°Lacrime dalla Luna - Blog°°


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MODERATRICE
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16/02/2009 11.41
 
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Capire il linguaggio dei cani? Di Stanley Coren giusto?

Interessantissimo e soprattutto utilissimo, per me è stato illuminante con il mio primo cane, sempre una bastardina ma di 8 anni, che avevo adottato al canile. Era stata picchiata e aveva paura dell'uomo, non alzava mai la testa per guardardi, perchè aveva paura di essere di nuovo presa a botte. Coren mi ha aiutato molto a decifrare e comprendere i suoi comportamenti, e le sue reazioni.
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